Da settimane in Basilicata il caldo sta mettendo a dura prova i campi di frutta e verdura, dove le aziende agricole faticano sempre di più a difendere le colture dagli effetti delle temperature elevate e della persistente carenza d’acqua. Una situazione che colpisce in particolare le produzioni ortofrutticole del Metapontino, cuore dell’agricoltura lucana, ma anche le aree interne della regione, mentre i prezzi riconosciuti agli agricoltori continuano paradossalmente a diminuire, nonostante il calo della disponibilità di prodotto.

Secondo l’analisi di Coldiretti Basilicata su dati Ismea relativi alla quarta settimana di luglio, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, nonostante i danni provocati dal caldo in termini di riduzione delle rese produttive e di qualità delle produzioni, i prezzi pagati agli agricoltori sono crollati soprattutto per la frutta: si va dal -17% per le quotazioni delle pere al -18% di pesche e nettarine, fino al -20% delle susine e al -34% delle albicocche. Al contrario, i prezzi al consumo continuano a crescere, ampliando la forbice tra quanto incassano i produttori e quanto spendono le famiglie. Uno scenario sul quale Coldiretti Basilicata chiede la massima attenzione, anche attraverso la Consulta ortofrutticola nazionale, valutando il ricorso agli strumenti previsti dalla normativa contro le pratiche commerciali sleali.

A preoccupare l’associazione è anche il crescente ricorso alle importazioni: nei primi quattro mesi dell’anno gli arrivi di frutta fresca dall’estero sono aumentati del 9% in quantità, con un incremento del 44% delle importazioni provenienti dall’Africa, sempre secondo l’analisi Coldiretti su dati Ismea.

Gli effetti dei cambiamenti climatici rendono sempre più difficile esprimere il potenziale produttivo dell’agricoltura italiana, e la Basilicata non fa eccezione. L’estate 2026 sta evidenziando criticità importanti: le alte temperature provocano scottature sui frutti, con conseguente perdita di prodotto commercializzabile, mentre le coltivazioni in serra sono state costrette a terminare anzitempo i cicli produttivi. Anche gli ortaggi in pieno campo starebbero risentendo pesantemente dello stress idrico e termico, con inevitabili ripercussioni sulle rese e sulla qualità. A questi problemi si aggiungono i danni provocati dagli eventi meteorologici estremi, come grandinate improvvise e nubifragi, oltre alla crescente diffusione di fitopatie e insetti alieni che mettono ulteriormente sotto pressione le aziende agricole, fenomeni che, secondo Coldiretti, starebbero diventando strutturali e imporrebbero nuovi investimenti per la difesa delle colture e la tutela del reddito delle imprese.

Ad aggravare il quadro, secondo l’associazione, ci sarebbe anche l’aumento dei costi di produzione, a partire dal gasolio agricolo: dopo una temporanea flessione, il riaccendersi delle tensioni internazionali avrebbe riportato il prezzo del carburante su livelli molto elevati, con pesanti ripercussioni sui costi delle operazioni di raccolta, della movimentazione e soprattutto dell’irrigazione, resa indispensabile dalle elevate temperature e dalla siccità che interessa anche il territorio lucano.

Per Coldiretti Basilicata non sarebbe più rinviabile un piano strategico a sostegno della filiera ortofrutticola, capace di affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici, dalla concorrenza internazionale e dall’incremento dei costi produttivi. L’associazione chiede di accelerare sull’innovazione, favorendo la diffusione delle Tecniche di evoluzione assistita, dell’agricoltura di precisione e delle tecnologie digitali, come droni e sensori, per migliorare la resilienza delle colture e ottimizzare l’impiego delle risorse idriche. Allo stesso tempo, sottolinea Coldiretti, sarebbe indispensabile garantire il principio di reciprocità negli scambi commerciali, assicurando che i prodotti importati rispettino gli stessi standard ambientali, sanitari e sociali richiesti alle imprese italiane.

Sul fronte della risorsa idrica, secondo l’associazione, sarebbe fondamentale accelerare gli investimenti nelle infrastrutture irrigue e negli invasi, strategici anche per la Basilicata, dove la disponibilità d’acqua rappresenta un elemento decisivo per il futuro dell’agricoltura. Coldiretti chiede inoltre di rafforzare il sistema di gestione del rischio, sostenendo sia le misure di difesa attiva, come reti antigrandine, sistemi di protezione e nuove tecnologie, sia strumenti assicurativi più efficaci e accessibili, oltre ad accordi di filiera più equilibrati tra produttori, trasformazione e distribuzione, per garantire una più equa distribuzione del valore lungo la catena alimentare e valorizzare l’origine italiana delle produzioni.

Infine, Coldiretti Basilicata ribadisce l’importanza di rilanciare i consumi di frutta e verdura italiane e lucane attraverso campagne di educazione alimentare e di promozione delle produzioni del territorio, sostenendo al tempo stesso l’apertura di nuovi mercati e misure strutturali per contenere il peso dei costi energetici e dei fertilizzanti, favorendo l’efficienza e l’autoproduzione energetica nelle aziende agricole.