Pubblichiamo la nota stampa di Coldiretti Basilicata in seguito al voto del Parlamento Europeo sul CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism):

«Il voto del Parlamento europeo sul Cbam, il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, rappresenta un inaccettabile tradimento ai danni degli agricoltori e dei cittadini, con il rischio di provocare pesanti turbative sul mercato dei fertilizzanti e conseguenze dirette sui costi di produzione delle imprese agricole e sulla spesa delle famiglie.

Una decisione che rischia di avere effetti particolarmente pesanti anche per l’agricoltura lucana, già alle prese con l’aumento dei costi di produzione, l’instabilità dei mercati e le difficoltà legate a un contesto internazionale sempre più complesso. La cancellazione della clausola di salvaguardia, che avrebbe consentito di sospendere l’applicazione della misura in presenza di gravi perturbazioni del mercato, lascia di fatto le aziende agricole senza adeguate tutele. La clausola rappresentava infatti l’unico strumento, seppure limitato, in grado di intervenire nel caso in cui il Cbam determinasse un forte aumento dei prezzi dei fertilizzanti.

Far crescere ulteriormente il costo dei concimi significa mettere in difficoltà le aziende agricole e, inevitabilmente, aumentare i costi lungo tutta la filiera agroalimentare il risultato rischia di essere una nuova tassa indiretta sulle produzioni agricole e, alla fine, sulla spesa delle famiglie. La decisione del Parlamento europeo rappresenta dunque uno schiaffo alle imprese e ai cittadini, proprio mentre le tensioni internazionali continuano ad alimentare la volatilità dei prezzi dell’energia e, di conseguenza, delle quotazioni dei fertilizzanti. Una scelta ancora più grave se confrontata con la posizione adottata dal Consiglio europeo a giugno che, pur prevedendo condizioni estremamente restrittive per la sua attivazione, aveva comunque deciso di mantenere una clausola di sospensione.

Ancora una volta l’Europa rischia di scaricare sugli Stati membri e sulle imprese agricole il peso delle proprie scelte, imponendo nuovi costi senza offrire alternative concrete. La transizione ambientale non può essere realizzata mettendo a rischio la competitività delle aziende, il reddito degli agricoltori e la sicurezza alimentare dei cittadini».