
Un pallone da calcio trasformato in un insolito contenitore per introdurre droga e cellulari all’interno del carcere, approfittando dell’ora d’aria dei detenuti, affinché qualcuno di loro potesse recuperarlo. È lo stratagemma che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbe stato utilizzato da un uomo e una donna, di 25 e 26 anni, arrestati in flagranza di reato dalla Polizia di Stato e della Polizia Penitenziaria di Matera.
Il piano è stato sventato grazie all’intervento tempestivo di un operatore della Polizia Penitenziaria che, al termine del proprio turno di servizio, notava un uomo intento a scavalcare la recinzione perimetrale del carcere. L’agente interveniva immediatamente, bloccandolo e accompagnandolo negli uffici dell’istituto.
Nel frattempo, all’interno dell’area carceraria, il personale della Polizia Penitenziaria rinveniva un pallone da calcio in cuoio che presentava un’anomala applicazione di nastro adesivo in corrispondenza di uno degli esagoni.
Le immediate indagini della Squadra Mobile e dalla Polizia Penitenziaria, condotte anche attraverso l’analisi delle immagini di videosorveglianza, hanno consentito di ricostruire la dinamica dell’accaduto e di accertare il coinvolgimento di una donna.
Secondo quanto emerso, sarebbe stata proprio quest’ultima ad aiutare l’uomo a superare le recinzioni esterne, consegnandogli il pallone da lanciare oltre il muro di cinta.
Gli investigatori della Squadra Mobile sono riusciti a rintracciare poco dopo la donna, mentre tentava di allontanarsi velocemente dalla zona.
L’esame del pallone, effettuato con l’ausilio della Polizia Scientifica, ha svelato l’ingegnoso sistema utilizzato per occultare il materiale: uno degli esagoni in cuoio era stato scucito per consentire l’inserimento di oggetti all’interno, quindi riposizionato e fissato con del nastro adesivo per mascherare la manomissione. Al suo interno sono stati rinvenuti circa 96 grammi di hashish, 20 grammi di cocaina, uno smartphone e altri dispositivi elettronici per la connessione ad internet.
Al termine delle attività, i due sono stati arrestati e, su disposizione dell’autorità Giudiziaria, sottoposti agli arresti domiciliari.